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trio

Il Regalo di Sara-2– cap. 1: Il regalo


di Membro VIP di Annunci69.it Noxen
20.06.2026    |    139    |    2 9.0
"» Rimasero a guardarsi con quella complicità silenziosa che avevo già visto altre volte..."
Rimasi diversi minuti con il telefono in mano.

Rilessi il messaggio almeno cinque volte.

"Lei non sa che ti stiamo invitando. Sei tu il regalo."

Ogni volta quelle ultime parole sembravano cambiare significato. Non riuscivo a capire se stessi entrando in una fantasia condivisa da due persone straordinariamente complici oppure in qualcosa di molto più grande, che ancora non comprendevo.

Provai a scrivere una risposta. La cancellai. Ne scrissi un'altra. La cancellai di nuovo.
Alla fine digitai soltanto:
"Ci sarò."

La risposta di Luca arrivò quasi subito.
"Perfetto. Sabato mattina. Stesso posto dell'altra volta. E grazie."
Quel "grazie" rimase a girarmi nella testa per giorni.

Il sabato partii presto.
L'autostrada era quasi vuota e il mare sembrava avvicinarsi chilometro dopo chilometro, portandosi dietro tutti i ricordi dell'ultima volta.

Le scale. La casa. Il rumore delle onde. Sarà.

Ogni tanto sorridevo senza accorgermene, poi mi sorprendevo a chiedermi se stessi facendo la cosa giusta. Non avevo una risposta. Continuai a guidare.

Quando arrivai davanti al cancello, vidi l'auto di Luca parcheggiata nel vialetto.
Lui uscì quasi subito.
Indossava una polo blu e un paio di bermuda chiari. Aveva lo stesso sguardo tranquillo della prima volta, quello che sembrava leggere tutto senza invadere niente.
Mi venne incontro sorridendo.

«Sei stato puntuale.» «Ci ho provato.»
Mi strinse la mano con calore.
«Benvenuto.»

Entrammo in casa.
Dal soggiorno arrivavano le voci dei bambini che stavano finendo la colazione. La televisione era accesa su un cartone animato e la madre di Luca cercava inutilmente di convincerli a bere il latte.

Era tutto incredibilmente normale.
Quella normalità rendeva ogni cosa ancora più irreale.
«Aspetta qui un momento», disse Luca.

Annuii.

Sentii dei passi sulle scale. Poi la sua voce.
«Sara... puoi scendere un secondo?» «Arrivo...»
La riconobbi immediatamente.

Un istante dopo comparve sulla scala.
Portava un vestito estivo color sabbia, semplice, i capelli raccolti in uno chignon improvvisato dal quale erano già scappati diversi riccioli ribelli.
Stava guardando Luca.

Poi vide me.
Si fermò di colpo. Per un paio di secondi rimase completamente immobile.

«No...»

Lo disse quasi sottovoce. Portò una mano alla bocca e i suoi occhi chiarissimi si riempirono di una sorpresa così autentica da farmi dimenticare tutto il resto.

«Non ci credo...»

Scese gli ultimi gradini quasi correndo. Mi raggiunse senza esitazione e mi abbracciò forte.

«Sei davvero qui...»

Sentivo il suo profumo, lo stesso della palestra, appena mescolato all'odore del mare che entrava dalle finestre aperte.
«Buon compleanno», riuscii soltanto a dirle.

Lei si allontanò quel tanto che bastava per guardarmi negli occhi.

«Sei un bugiardo.»
Guardai Luca.

«Perché?» «Perché sicuramente lo sapevi da giorni.» «Da qualche giorno... sì.» «E non mi hai detto niente.» «Mi era stato chiesto di mantenere il segreto.»
Sara si voltò verso il marito.

«Sei tremendo.»
Luca sorrise soddisfatto.
«Lo so.»

Lei gli diede una leggera pacca sul braccio.
«Questa non me l'aspettavo davvero.» «Era esattamente l'effetto che speravo.»
Rimasero a guardarsi con quella complicità silenziosa che avevo già visto altre volte. Era uno scambio di sguardi brevissimo, ma diceva più di molte parole.

Luca si schiarì la voce.
«Adesso però manca ancora una parte del regalo.»
Sara inclinò la testa.

«Ce n'è un'altra?» «Sì.» «Mi devo preoccupare?» «Direi proprio di no.»
Lei incrociò le braccia.
«Sentiamo.»

Luca fece un passo avanti.
«I bambini oggi resteranno con mia madre. Domani andranno dai nonni.»
Sara lo guardava senza capire dove volesse arrivare.

«E quindi?» «Quindi oggi tu e lui sparite.»
Lei sbatté le palpebre.
«Come... spariamo?» «Esattamente così.»
Indicò me con un sorriso.

«È il tuo compleanno.»

Poi continuò con assoluta naturalezza.
«Voglio regalarti un'intera giornata con lui.»
Nella stanza calò il silenzio.

Sara abbassò lentamente lo sguardo. Lo rialzò verso di me. Poi di nuovo verso Luca.
Nei suoi occhi comparve qualcosa che non avevo ancora visto. Non era soltanto sorpresa. Era commozione.
«Sei serio?» «Molto.» «Tutta la giornata?» «Sì.» «Solo noi due?»

Luca annuì.

«Passeggiate. Pranzo. Fate quello che vi rende felici. Nessun programma obbligatorio.»

Sara rimase in silenzio. Gli si avvicinò lentamente. Gli prese il viso tra le mani.

«Lo sai che sei completamente matto?»

«Probabile.»

Lei gli lasciò un bacio leggero sulla fronte.
«Grazie.»

Luca sorrise.
«L'unica condizione è una.»
Sara sospirò divertita.

«Ecco, lo sapevo.»
«Domani sera, quando tornerete... mi racconterai tutto.»
Lei rise. Una risata piena, spontanea, luminosa.
«Proprio tutto?» «Ogni emozione.»

Sara abbassò lo sguardo per un istante. Poi tornò a guardare me.
Sorrise.

«Credo che sarà una giornata difficile da dimenticare.»
E, in quel momento, ebbi la certezza che lo sarebbe stata davvero.
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